Gelsomino del Madagascar (Stephanotis floribunda)

 

 

Lo Stephanotis è un piccolo genere di rampicanti sempreverdi appartenete alla famiglia delle Asclepiadaceae, originario come si intuisce  del Madagascar.

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa pianta può raggiungere i 3 metri di altezza, molto robusta e vigorosa con fusti spessi che si lignificano nel corso degli anni, è caratterizzata da foglie ovali lucide e cuoiose di 7-10 cm; provviste di una nervatura centrale di colore verde chiaro e crescono in maniera opposta lungo gli steli. Dalla primavera all’estate produce dei fiori tubolari all’ascella delle foglie, a stella e molto profumati. Il frutto impiega almeno un anno prima di giungere a maturazione ma non è commestibile e contiene al suo interno diversi semi piumati per essere dispersi dal vento. Richiede per lo sviluppo un sostegno forte o di un graticcio cui avvolgersi. Pianta molto bella e facile da coltivare, sviluppo molto rigoglioso e i fiori sono molto usati nei bouchet delle spose.

               

 

 

 

 

 

 

 

 

Terreno

Per ottenere un buono sviluppo della pianta, utilizziamo del terriccio universale per migliorare lo sgrondo delle acque possiamo mescolarti a dell’argilla espansa oppure mettere sul fondo del vaso, uno strado da 2 cm di argilla espansa, sempre per favorire il drenaggio dell’acqua. Il periodo migliore per il rinvaso è normalmente alla ripresa vegetativa in primavera quando il vaso è diventato troppo piccolo perché contenga la pianta e le radici si sono sviluppate fino a riempire il vaso e spesso fuoriescono dai fori posti sul fondo del contenitore. Utilizziamo un vaso di 1-2 misure più grandi.

               

Impianto e Legatura

In una zona di terreno lavorato in precedenza, si scava una buca grande circa due volte la larghezza e la profondità del pane di terra della pianta, sul fondo consiglio di coprire la buca con 10 cm di terriccio universale professionale che comunemente si trova nei Garden o nei vivai. Il terriccio nuovo fa sì che le radici trovino un substrato ottimo per quanto riguarda la tessitura e la presenza di elementi nutritivi, in questo modo le nuove radici si svilupperanno con facilità e l’attecchimento della pianta sarà migliore.

Una volta fatta la buca poniamo la pianta e richiudiamo con la terra fino al colletto della pianta. La piantumazione deve essere eseguita in primavera. Una volta piantata, ridimensioniamo i getti a circa 15-20 cm dal terreno per incoraggiare una crescita robusta, che dovrebbe essere impostata in modo da allargarsi il più possibile. Questa pianta si trova in commercio legata a un tutore (generalmente una canna), se vogliamo utilizzarla come rampicante tagliamo tutte le legature e cominciare a legare i primi rami, per lo meno quelli più lunghi, portandoli nella direzione su dove noi vogliamo che cresca la pianta (cancelli, gazebi, pergolati). Non leghiamo stretto per premettere al fusto di crescere in circonferenza, possiamo usare della rafia o un legaccio di gomma. Le legature vanno controllate e se è necessario, sostituite tutti gli anni.

                      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esposizione

Predilige un’esposizione semi-ombreggiata, protetta dai venti freddi, lo stephanotis può essere coltivato all’aperto, nelle regioni a clima temperato, possono resistere a brevi periodi di freddo, intorno ai 4-5°C ma, nelle zone con inverni molto rigidi, è consigliabile coltivarli in serra temperata o comunque riparati, è bene che in inverno la temperatura non scenda sotto i 13°/16°C. per quanto riguarda le alte temperature è preferibile che rimangano costanti intorno ai 21°C anche tollerano anche temperature superiori. Durante la fioritura è bene ricordarsi di evitare sbalzi termici, poiché possono causare la totale o parziale perdita dei boccioli.

                   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Irrigazione

Annaffiare abbondantemente dalla primavera all’autunno, ogni volta che il terreno si asciuga, più di rado in inverno. Attenzione a non lasciare ristagni idrici nel sottovaso che non sono tollerati. Si consiglia di utilizzare un’acqua povera di calcare, poiché l’eccesso può provocare la caduta dei fiori. Pertanto se l’acqua della condotta è calcarea, si raccomanda di utilizzare acqua piovana o demineralizzata oppure usare l’acqua dell’acquedotto preventivamente bollita.

  Potatura

L’impostazione iniziale consiste nel ridimensionare dei getti per incoraggiare la ramificazione. Una volta che la pianta è stabile, ogni tanto è consigliabile sfoltire un po’ il vecchio fusto per prevenire il congestionamento e se necessario ridimensionare tutti i rami troppo lunghi. Queste piante non reagiscono bene alla potatura drastica, è quindi meglio piantarne una nuova. Eliminate sempre foglie e fusti secchi.

   

 

 

 

Coltivazione in Vaso

Queste piante si prestano bene anche per essere coltivate in vaso; vi ricordo che in questo caso l’esigenza idrica della pianta aumenta di molto rispetto a quando è coltivata in piena terra, quindi controllate spesso lo stato del terriccio soprattutto dalla primavera all’estate. Errate annaffiature possono indebolire la pianta, la quale è più soggetta spesso  e volentieri a essere attaccata da afidi o cocciniglia. Il rinvaso è una procedura che consiglio di farla quando le radici della pianta si sono sviluppate fino a riempire il vaso e speso fuoriescono dai fori posti sul fondo del contenitore è meglio eseguirlo in primavera utilizzando contenitori più grandi (2-3 misure in più) e nuovo terriccio universale.

   

 

 

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